Il Palazzo di Marmo

22 ottobre 2020

La villa «Les Palmiers» è situata nel quartiere Fabron a Nizza, ma è più conosciuta con il nome «Palazzo di Marmo».

Iniziata verso il 1840 per il conte Honoré Gastaud, un banchiere nizzardo, la costruzione di questa proprietà testimonia lo splendore delle residenze della Riviera nella seconda metà del 19esimo secolo, con il suo vasto giardino d’inverno vetrato, un belvedere sopra delle grotte artificiali, il parco pieno di araucaria, eucalipto, cedri e palme. La proprietà riceverà la visita della zarina Alexandra Feodorovna durante il suo soggiorno nel 1856, e di Napoleone III e dell’imperatrice Eugénie durante i festeggiamenti per l’annessione della Contea di Nizza alla Francia.

Dopo il fallimento della banca Gastaud, questo terreno di 23 ettari che si estende fino al mare è stato riacquistato all’asta nel 1871 da Ernest Gambart, grande amatore d’arte e Console di Spagna. Quest’ultimo ne confida i lavori a Sébastien-Marcel Biasini, importante architetto nizzardo della Belle Epoque, che gli darà la sua ispirazione rinascimentale italiana e necessiterà di 27 navi cariche di marmo di Carrara (da qui il nome di Palazzo di Marmo). Sulla facciata sud, decorata di statue, Ernest Gambart fa incidere questo stupendo verso del poeta inglese John Keats : ‘’a thing of beauty is a loy forever’’.

Roccaforte della vita nizzarda, la villa attira durante gli anni tutte le personalità in visita, grazie a festosi ricevimenti. Dopo il decesso di Ernest Gambart, il terreno è stato acquistato nel 1905 dal barone russo Alexandre von Faltz-Fein (1864-1919), ufficiale dello Zar Nicola II, proveniente da un’illustre famiglia di origine tedesca. In particolare, fa affiancare una sala da ballo a semicerchio nell’ala ovest della villa e scava un lago artificiale.

Édouard Soulas, grande proprietario terriero, riacquista il Palazzo di Marmo nel 1923 e ci fa realizzare un giardino alla francese da Octave Godard. L’interno è impreziosito dalla scalinata in doppia rivoluzione e dalla rotonda realizzate dal decoratore Ernest Pinard.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, la villa venne occupata successivamente dagli italiani, dai tedeschi e dagli americani. Nel 1956, la società immobiliare di Fabron acquista la proprietà per edificarci il complesso immobiliare « Les Grands Cèdres ». Una parte del parco venne preservata e la villa è stata ceduta alla città di Nizza nel 1960 che decide di installarci gli Archivi municipali (inaugurati il 18 novembre 1963). Questi archivi costituiscono la memoria di Nizza. Il documento più antico è la carta di Alphonse I, Conte di Provenza ed è datato 1176. Con decreto prefettizio del 1993, la villa, il parco e le grotte sono iscritte nell’inventario supplementare dei monumenti storici.

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